Scuola

L'affaire Formazione

E’ probabile che un fuoco amico e nemico incrociato, in questa fase della legislatura regionale, abbia preso di mira il comparto per creare spazi clientelari nei quali collocare elettori amici di deputati. Se non si varasse immediatamente la riforma della formazione regionale il paradosso cui andremo incontro sarebbe quello che, lavori a tempo indeterminato, utili sotto il profilo della didattica del mercato del lavoro, dei mestieri, dell’incrocio tra domanda ed offerta, sarebbero definitivamente precarizzati, producendo danno all’economia siciliana”. Lino Leanza, più volte assessore regionale, financo presidente per diversi mesi, comunque uno tra i politici esperti di mercato del lavoro indica la via maestra della riforma per salvare la formazione regionale da un possibile ed irreversibile disastro.

E’ legge la riforma universitaria

Un’attenta osservazione della realtà sociale italiana, nel caso in questione degli studenti universitari, mostra un’insofferenza nei confronti di un percorso decisionale, che non avendo coinvolto le istanze primarie, è apparso come un dicktat, non tanto per i contenuti quanto per l’imposizione. La riforma dell’università è un provvedimento storico a favore degli studenti che archivia definitivamente il ‘68” con questa dichiarazione Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione della Repubblica ha risposto ai cortei di studenti, che avevano organizzato in tutta Italia, da Roma, a Palermo, a Catania, manifestazioni che, per stessa ammissione di testimoni oculari, erano ordinate e pacifiche, ma che si sono trasformati in guerriglia urbana, violenta e provocatoria, con l’intervento di squadre di picchiatori, armati di bastoni, spranghe e bottiglie incendiarie, con i volti coperti da passamontagna, i quali hanno fatto irruzione nel bel mezzo dei cortei studenteschi, organizzando la violenza.

Graduatorie congelate

Duecentotrentamila docenti non potranno cambiare sede per evitare proprio che si crei una ulteriore migrazione verso Nord. Una sorpresa assai infingarda dentro il pacchetto del decreto Milleproroghe fatto trovare sotto l’albero di Natale ai professori inseriti nelle graduatorie a esaurimento da parte del Governo. Governo che ormai sembra sotto scacco della Lega che a quanto pare sta decidendo perfino in materia di istruzione, anche se magari fra qualche giorno i deputati meridionali saranno disposti perfino a stracciarsi le vesti, ma quando non ci sarà più nulla da fare.

Elezione diretta dei presidi

La proposta, partita da un disegno di legge presentato al Parlamento dall’onorevole Giambrone, ha scatenato un acceso dibattito. La proposta è partita da un disegno di legge presentato al Parlamento dall’on. Giambrone dell’Italia dei Valori e cioè quella dell’elezione diretta del preside da parte del collegio dei docenti.

Dati Ocse-Pisa: l’istruzione italiana migliora

Nord Est e Nord Ovest si collocano al di sopra della media del Paese. La Sicilia è collocata in ultima posizione, ma le verifiche tendono a non favorire i nostri alunni.

La rivolta degli studenti contro la riforma

La cosa che fa male e che lascia l’amaro in bocca risiede in questo volere a tutti i costi riformare la scuola a colpi di decreti.

Temiamo per il nostro futuro

Tra i tanti volti della protesta spiccano quelli dei liceali che, seppur comprensibilmente non sempre preparati sui contenuti del ddl, manifestano una sincera preoccupazione.

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