Un’attenta osservazione della realtà sociale italiana, nel caso in questione degli studenti universitari, mostra un’insofferenza nei confronti di un percorso decisionale, che non avendo coinvolto le istanze primarie, è apparso come un dicktat, non tanto per i contenuti quanto per l’imposizione. La riforma dell’università è un provvedimento storico a favore degli studenti che archivia definitivamente il ‘68” con questa dichiarazione Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione della Repubblica ha risposto ai cortei di studenti, che avevano organizzato in tutta Italia, da Roma, a Palermo, a Catania, manifestazioni che, per stessa ammissione di testimoni oculari, erano ordinate e pacifiche, ma che si sono trasformati in guerriglia urbana, violenta e provocatoria, con l’intervento di squadre di picchiatori, armati di bastoni, spranghe e bottiglie incendiarie, con i volti coperti da passamontagna, i quali hanno fatto irruzione nel bel mezzo dei cortei studenteschi, organizzando la violenza.