Il copione è sempre lo stesso; anche la quinta edizione del BIC (Bellini International Context) si è aperta con un Gala d’inaugurazione dedicato al mondo del melodramma del Cigno catanese, un’antologia di perle tratte dalle sue opere, ancora una volta alla Villa Bellini. Una formula, peraltro, sempre gradita dagli appassionati, purché realizzata con l’ausilio di protagonisti di valore, possibilmente celebri. Per l’allestimento scenico di un’opera di Bellini, poi, basterà aspettare il rituale 23 settembre, giorno in cui ricorre l’anniversario della morte; e sarà la volta de “Il pirata”.
Intanto è stata la Villa Bellini l’ampio palcoscenico cittadino in cui si sono esibiti l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania (nei due giorni successivi l’Orchestra del Vittorio Emanuele di Messina e quella del Francesco Cilea di Reggio Calabria) con una splendida protagonista, il soprano Irina Lungu, insieme al tenore Jack Swanson, con la partecipazione del basso Mariano Buccino. Sul podio Antonino Fogliano; Maestro del coro Luigi Petrozziello.
Ben cinque i titoli delle opere da cui è stata ricavata l’antologia, con una attenzione particolare rivolta all’immancabile Norma, dalla ‘Sinfonia’ a “Casta Diva” al finale ‘Deh! Non volerli vittime’ passando per l’infuocato coro ‘Guerra, guerra!’ e poi La sonnambula, La straniera, I puritani e Beatrice di Tenda. A rendere più coesa e gradevole la comprensione, si è fatto poi ricorso ad un suggestivo espediente letterario, quello della “Intervista impossibile” realizzata da Stefano Valanzuolo con la partecipazione di Gaetano Aronica. In veste di voci recitanti i due attori hanno ‘cucito’ con impeccabile raffinatezza i singoli brani (arie, pagine corali, duetti, pagine strumentali) immaginando una intervista a Piero Maroncelli, sì, il carbonaro e patriota risorgimentale, contemporaneo di Bellini e, da musicista egli stesso, presunto estimatore delle sue opere. Naturalmente l’attenzione maggiore era rivolta all’esibizione di Irina Lungo, ampiamente nota al pubblico catanese per averla recentemente apprezzata proprio nella Norma che ha inaugurato la stagione lirica 2025. Ma, in passato aveva interpretato La traviata ai tempi del covid e, prima ancora, nel 2004, “Ugo, conte di Parigi” di Gaetano Donizetti. Nel ricchissimo repertorio affrontato dal soprano russo l’opera di Bellini ha sempre avuto un ruolo centrale e lo ha dimostrato ancora una volta per la disinvoltura con cui ha affrontato le varie pagine, con una estrema cura del fraseggio a partire dai recitativi ed evidenziando una grande proprietà stilistica di stampo belcantistico. Accanto a lei il tenore statunitense Jack Swanson si è rivelato ottimo esecutore, misurato ma anche spavaldo nell’affrontare l’impervia tessitura belliniana di Puritani e Sonnambula. Prezioso anche l’apporto del basso Mariano Buccino. Impeccabile l’apporto dell’orchestra stabile etnea guidata con impeto da Antonino Fogliani, attento anche a mantenere il giusto equilibrio tra voci e strumenti; risoluzione non facile all’aperto con gli effetti che l’amplificazione inevitabilmente provoca. Non sono mancati i sonori applausi da parte di un piazzale pieno di spettatori.


