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Babbo Natale porterà a Musumeci una nuova candidatura alla Presidenza

2022-01-17 10:49

Fabio Tracuzzi

Cronaca, Politica,

Babbo Natale porterà a Musumeci una nuova candidatura alla Presidenza

Col centrodestra unito il risultato è scontato

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Noi lo diamo per scontato. Nello Musumeci alla fine si ricandiderà e lo farà col sostegno di tutto il centrodestra. Unico modo per vincere e non lasciare la regione al centrosinistra per una nuova esperienza tipo quella di Crocetta, non ci stancheremo mai ripeterlo, che ha distrutto questa terra sotto tutto i punti di vista: economico, culturale, turistico. Un ‘esperienza quella di Crocetta, governo del Pd e i suoi alleati, che è riuscito addirittura
a peggiorare l’esperienza precedente, quella del governo Lombardo anche questo con l’appoggio, e non esterno, del Pd. Tradotto in numeri significa dieci anni consecutivi di governo di centro sinistra col Pd. Dieci anni di governo, dieci avete capito bene, che hanno massacrato la Sicilia con la totale responsabilità del partito oggi guidato da Enrico Letta e in Sicilia da Antonhy Barbagallo. Quello stesso Pd che oggi si erge a moralizzatore criticando tutto quello che Musumeci ha fatto. E’ il gioco della politica, direte. Vero è ma, non si può certo pretendere che i siciliani dimentichino in un batter di ciglio dieci anni di disastri. Adesso tra l’altro il menestrello Giuseppe Conte comincia a parlare di una candidatura del pentastellato Cancelleri, attuale sottosegretario del governo Draghi, che vorremmo ricor- dare è già stato trombato due volte nella corsa a governatore. Se vuole riprovare
è ovviamente libero di farlo, ma i numeri dei Cinque Stelle, sia pure appoggiati dal Pd, non consentono alcuna speranza concreta. Certo il Pd, perfidia senza fine, che quasi certamente perderà la corsa al Quirinale, tutto dipende dall’odiato Renzi, davanti a un centrodestra unito in Sicilia potrebbero aprire a Cancelleri per poi essere liberi di dire che hanno perso per colpa di un candidato sbagliato. E’ nel loro stile. Centrodestra unito quindi e tutti per Nello Musumeci che, porterà in dono (o riceverà in dono) una seconda candidatura. Qualcuno dirà: ma appena eletto aveva giurato che non si sarebbe ricandidato una seconda volta, che non gli interessava. Vero è. Fu un impegno preso all’hotel Nettuno durante il suo discorso di ringraziamento dopo la proclamazione. Ma bisogna pur riconoscere, causa Covid, il suo mandato di cinque anni è stato monco. Due anni se ne sono andati dietro al virus maledetto che ha, e continua a farlo, sconvolto piani e strategie anche per quanto riguarda i rilanci dell’economia. E sono stati gli anni, gli ultimi due in cui Musumeci avrebbe dovuto raccogliere i frutti del lavoro svolto nei primi tre. Sempre in quel discorso all’hotel Nettuno era stato chiarissimo a proposito: i primi anni non vedrete niente si strabiliante dobbiamo mettere prima a posto i conti e sanare il bilancio. Gli ultimi due daranno quelli dello splendore anche di immagi- ne. Ma gli ultimi due non ci sono stati, ecco perchè Nello Musumeci ha pieno diritto a una nuova possibilità. Ah, sì non mancano le schermaglie in casa centro destra. Cominciamo da Miccichè. Non
fa altro che proporre un altro candidato, magari un manager, suo fratello Gaetano. Dice anche il candidato non viene deciso a Roma. E dove allora? In casa sua forse durante un pranzo di famiglia? Miccichè, è chiaro come il sole, punta soltanto a rafforzare i suoi privilegi che nessuno deve toccare. Vuole restare presidente dell’Assemblea regionale e vuole mantenere anche la presidenza della Fondazio- ne Federico II che fa fatturati da capogiro. Povero Miccichè che vuol far credere che lui si batte per il bene della Sicilia.
E’ vero c’è ancora, chissà poi perché, che gli crede ma per fortuna sono sempre di meno. E tra l’altro fa finta di ignorare che il suo capo, il Berlusca, si è congratulato con Musumeci per il lavoro svolto in questi cinque anni. Anche Miccichè, per quanto ambizioso, alla fine dovrà stare agli ordini. Il capitolo Salvini è diverso. Non fa altro che dire che è tempo che la Sicilia venga governata da un uomo della Lega. La Lega ha certamente degli uomini validi e di spessore. Alberto Samonà è stato uno egli assessore ai Beni culturali miglio che la Sicilia abbia avuto negli ultimo anni, tanti anni. Ma la Lega non potrà governare in Sicilia. Non è ancora il momento e forse non lo sarà mai. Ma è giusto che il partito di Salvini abbia nella prossima legislatura più di un solo assessore. E a questo mira. Come si dice in politichese ad alzare la posta. Anche la Meloni, dall’alto delle sue percentuali, vorrà di più e, a giudicare dai passi avanti fatti nella trattativa Meloni - Musumeci i due avrebbero già trovato un accordo. Nei prossimi giorni ne sapremo di più.

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