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Fleri a quattro anni dal terremoto. Una festa della birra per ripartire, ma la frazione è scomparsa dai radar

2022-08-08 13:26

Rosario Faraci

Cronaca, Attualità, Focus,

Fleri a quattro anni dal terremoto. Una festa della birra per ripartire, ma la frazione è scomparsa dai radar

La Frazione del territorio di Zafferana Etnea è scomparsa dai radar della politica, dell’informazione, del sistema di relazioni sociali ed economiche

La prima notizia è in realtà una precisazione. Fleri non si trova poco fuori dai confini di Milo, come molti catanesi ancora continuano erroneamente a pensare. Quella semmai è Fornazzo, l’unica frazione del comune etneo distaccatosi da Sant’Alfio nel 1955. Molto noto perché in esso vi avevano trovato dimora i cantanti Franco Battiato e Lucio Dalla. Fornazzo nel1992 fu decretato dalla rivista Airone il villaggio ideale d’Italia. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Fleri invece è la prima frazione del territorio di Zafferana Etnea che si incontra lungo la strada provinciale 8/IV che da Catania sale verso la ridente cittadina etnea. Adagiata ai piedi del monte Ilice che perfino Giovanni Verga citò nel romanzo Storia di una Capinera.

Un piccolo viale alberato precede il parco Belvedere di via del Redentore e l’ingresso alla strada principale, la via Vittorio Emanuele che scende più a valle prima di arrivare al bivio per Santa Venerina a destra, per Zafferana tirando dritto. Lì prima o poi sorgerà una rotonda.

Di fronte al bivio, teatro di operazioni belliche nel 1943, si erge maestosa la moderna Chiesa Maria Ss. del Rosario. I locali la chiamano la chiesa nuova. Il moderno ed imponente edificio di culto, che non piacque al critico d’arte Vittorio Sgarbi, fu inaugurato nel 1990. Il terremoto del 1984 aveva fortemente danneggiato la vecchia chiesa, posta a fianco, nella quale furono custodite segretamente le reliquie di Sant’Agata sul finire della seconda guerra mondiale.

La seconda notizia è che a Fleri qualche giorno fa si è chiusa una interessante ed originale festa della birra, promossa sotto gli auspici del Comune da alcuni imprenditori locali, con una notevole partecipazione soprattutto di visitatori non residenti del luogo. È stata un’occasione per ripartire, per riprendere slancio, per provare a voltare pagina.

Ma Fleri da quattro anni fa è come se fosse scomparsa dai radar. Della politica, dell’informazione, del sistema di relazioni sociali ed economiche. Il sisma di Santo Stefano nel 2018 l’ha messa in ginocchio, perché diverse abitazioni, tuttora inagibili, sono state fortemente danneggiate da quel terremoto manifestatosi alle prime ore del mattino.

Nonostante la forte intensità di magnitudo 4,8 su scala Richter, il terremoto allora non provocò né morti né feriti. Come del resto in tutto il territorio delle Aci ugualmente colpito da quel sisma provocato dalla faglia di Fiandaca. Sapete perché? Nonostante una campagna mediatica originatasi da tanti “si dice” e da un bel po’ di allegra disinformazione, condita da tante inutili passerelle politiche, pochissimi avevano detto (e scritto) che le case a Fleri avevano retto. Perché erano ben fatte, molte delle quali già costruite ex novo nel rispetto dei criteri antisismici dopo il precedente terremoto del 1984. Diversamente, sarebbe stata un’ecatombe.

Stessa sorte di Fleri è toccata ad altre frazioni di Zafferana Etnea, ugualmente vicine alla faglia, ovvero Poggiofelice e Pisano. Anche loro scomparse dai radar. I disagi per i residenti sono stati e sono tuttora interminabili. Nonostante la vigilante azione svolta dal comitato dei terremotati che fra Acireale, Aci Sant’Antonio e Zafferana esercita un’importante attività di informazione e di mediazione fra le esigenze delle famiglie e le politiche pubbliche di chi è preposto ad occuparsi della ricostruzione.

Dal 5 agosto 2019 (data della nomina del Commissario) opera per tutto il territorio colpito dal sisma la struttura governativa per la ricostruzione. La presiede il magistrato in pensione Salvatore Scalia, già Procuratore generale al Tribunale di Catania. La struttura, operativa solo agli inizi del 2020, si districa giornalmente fra mille pastoie burocratiche, i rapporti con la Presidenza del Consiglio da cui dipende e le lentezze degli uffici comunali. Fin qui ha gestito e sta continuando ad occuparsi delle pratiche della ricostruzione. In mezzo ad analisi e studi tecnici, autorizzazioni ad interventi di ristrutturazione, provvedimenti di delocalizzazione ed erogazione di contributi di autonoma sistemazione ai terremotati. Ma non è questo il problema.

È la terza notizia – che notizia non sembra, ma che invece lo è – che merita di esser commentata. Questa però, abbiate pazienza, Ve la racconteremo la prossima volta.

[continua]

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