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Il pasticcio di Cannes e le bugie di De Luca

2023-01-06 14:03

Fabio Tracuzzi

Cronaca, Attualità, Focus,

Il pasticcio di Cannes e le bugie di De Luca

Monta lo scandalo, dopo 2 articoli catanesi, per la folle spesa di 3 milioni 700 mila euro per una promozione al Festival di Cannes. De Luca si prende il merito

Rieccolo.  L’ occasione era troppo ghiotta per lasciarsela scappare ed ecco che Cateno De Luca cavalca una tigre non sua. Come tante altre volte in passato. Posta un video dei suoi, c’erano mancati in verità, con il viso schiacciato sull’obiettivo per apparire con la faccia ancora più deformata, dove grida “scandalo e vergogna” per il decreto di 3.700.000 della Regione siciliana per una promozione durante il festival di Cannes. Lo specifichiamo perché De Luca non sembra sapere cosa si faccia a Cannes. Ma è sicuramente parte della sua sceneggiata. Ora partiamo dalla certezza che quel decreto è certamente uno scandalo e una vergogna e bene ha fatto De Luca, questo sì, a presentare un’interrogazione (i chiarimenti chiesti da Schifani non possono bastare) ma non è stato certo il leader messinese a creare il caso, come lui adesso vuol far credere. E qui mente sapendo di mentire. Sono stati due giornalisti catanesi a “spifferare” tutto e lui De Luca, vista la tigre in libertà, ha cominciato a cavalcarla dicendo però che se non ci fosse stato lui all’Ars nessuno avrebbe saputo niente, Non è così. Nemmeno lui, che all’Ars siede ogni giorno e aveva promesso un controllo serrato su tutti gli atti ipotizzando addirittura un governo ombra, aveva saputo niente. De Luca avrebbe potuto e dovuto dire….”vengo a sapere da organi di stampa…”. Ma no, troppo ghiotta l’occasione per gridare il proprio sdegno. Ma c’è di più. Nel suo “sbraitare” De Luca ci informa che “nel provvedimento c’è una voce di spesa di 50 mila euro, per coccolare c’è scritto proprio così nel provvedimento, coccolare le autorità…ma che significa coccolare, che ci sono le escort? Che significa (ripete ancora) coccolare”. Evidentemente De Luca questo provvedimento, grave e vergognoso lo ribadiamo, non l’ha nemmeno letto. Qualcuno dei suoi glielo ha raccontato. Noi non sappiamo come, in effetti, verranno spesi tutti questi soli, un mare di soldi, e che per quanto bene possano essere spesi (e abbiamo seri dubbi) potevano sicuramente essere pensati per una promozione, visto che trattandosi di fondi europei a questo potevano essere destinati, non solo concentrati sul pur prestigioso festival di Cannes. Ora, tanto per darvi un’idea la vediamo insieme la TIPOLOGIA di spesa di questo folle decreto: Manodopera 156.170 mila euro; Relativi costi alla manodopera (e questo non sappiamo cosa significhi) 102.280 mila euro, luoghi di shooting 26.840 mila euro, Miscellanea (credo si tratti di quello che noi volgarmente chiamiamo varie ed eventuali) 2.913 mila euro, Diritti di agenzia (8%) 23.056. Totale 311.250.00. E veniamo al secondo lotto:  Casa Sicilia ed eventi a Cannes. Affitto salone (hotel Majestic) e decorazione 920.206 mila euro, Pannelli pubblicitari e fuori e dentro la sala 306.400 mila euro, Animazioni (che non sappiamo cosa sono) conferenza stampa (scritto al singolare quindi una) e consumi 511.050 mila euro, Manodopera (di nuovo) 618. 428 mila euro, Relativi costi alla manodopera (ci risiamo) 29.760 mila euro, Ospiti della Regione siciliana (in quanti partiranno da Palermo?) 29,740 mila euro, Diritti di agenzia (ancora) 204.456 mila euro per un totale di 2 milioni 760 mila euro, Bisogna aggiungere l’Iva (al 22%) 675 712, 18 e contributi vari per 2.868, 82. TOTALE: 3 milioni e 750 mila euro tondi tondi. Di coccole alle autorità non si parla, almeno ufficialmente. Si parla di conferenza stampa e di eventi ma non sappiamo quali. Stiamo finanziando a suon di milioni un contenitore vuoto? Non c’è dubbio, con questi soldi spesi la Sicilia sarà la principale protagonista del festival di Cannes. Credo che neanche per la presentazione un film in concorso con star americane al seguito e di cui tutto il mondo parlerà, la produzione spenda una cifra simile. E nel frattempo il Festival del cinema di Taormina rischia di morire. Un brutto sogno? No, purtroppo un’atroce realtà.

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