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"Mettici la mano" al Teatro Brancati a Catania

2023-01-15 21:26

Aldo Mattina

Cronaca, Spettacoli, Focus,

"Mettici la mano" al Teatro Brancati a Catania

Direttamente ricavato dalla serie televisiva intorno alle storie del commissario Ricciardi, personaggio creato dalla inesauribile vena di Maurizio De Giovanni

 Direttamente ricavato dalla serie televisiva intorno alle storie del commissario Ricciardi, personaggio creato dalla inesauribile vena di Maurizio De Giovanni, giunge in palcoscenico “Mettici la mano”, ora proposto dal Teatro Brancati di Catania per la stagione 2022/23.

     È lo stesso regista Alessandro D’Alatri, che diresse la prima serie in TV, a portare in palcoscenico due dei personaggi più ‘colorati’ due vere e proprie ‘maschere’, secondo la definizione dello stesso D’Alatri, il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella interpretati rispettivamente da Antonio Milo e da Adriano Falivene (anch’essi protagonisti nella serie televisiva), cui si aggiunge la giovanissima Elisabetta Mirra nei panni di Melina.

     La vicenda si svolge a Napoli nella primavera del 1943, durante un’incursione aerea dei bombardieri nazisti, quando tre personaggi stranamente assortiti si ritrovano in uno scantinato che funge da improvvisato rifugio. A far loro muta ‘compagnia’ la statua di una Madonna (che si rivelerà essere una sorta di quarto personaggio che fa da sfondo ‘attivo’). Bambinella è un femminiello che vive di prostituzione cui il brigadiere Maione fa spesso ricorso quale ‘informatore’, poiché conosce tutto di tutti. Il brigadiere ha appena arrestato Melina e la conduce ammanettata in attesa di poterla tradurre in prigione; la ragazza, infatti, ha appena sgozzato il Marchese di Roccafusca dove lavorava come cameriera.

     Ben presto, attraverso gli intricati racconti che si susseguono, si svela una verità diversa, inconfessabile e straziante che porterà ad un finale inaspettato. Bambinella, infatti, riesce a vincere l’iniziale riottosità della ragazza la quale rivelerà di avere ucciso il Marchese dopo aver subito per anni continue violenze ed essere stata costretta ad abortire due volte: ma ora che era rimasta incinta per la terza volta aveva deciso di tenere la bambina e per farlo era stata costretta ad uccidere il suo violentatore.

     La storia viene continuamente interrotta dalle frequenti cadute di bombe, sempre più vicine e vengono allo scoperto i caratteri dei tre personaggi, le paure, gli strilli ed i pianti di Bambinella, i tentativi di rassicurare del brigadiere, l’ostinazione della ragazza che, ad ogni negazione dell’esistenza della Madonna sembra provocare la caduta di nuove bombe…

     L’apparente durezza del brigadiere, interpretato con simpatica e lieve veracità tutta partenopea da Antonio Milo, viene progressivamente scalfita dalla ‘difesa’ della ragazza da parte di un umanissimo Bambinella, di cui Adriano Falivene si conferma interprete di grande forza espressiva e profonda umanità. Tanto da ‘convertire la ragazza (un’assai credibile Elisabetta Mirra) che, alla fine ‘mette la mano’ sulla statua della Madonna ottenendone quasi un miracolo: una bomba colpisce infatti il palazzo del Marchese seppellendo insieme al corpo le ‘prove’ dell’omicidio.

      Il brigadiere, ormai commosso fino alle lacrime (ancorché trattenute) lascia fuggire la ragazza mentre Bambiniello gli rivela la cruda verità ormai apparsa chiaramente: il Marchese era il padre della ragazza e le sue violenze un mostruoso caso di incesto!

      Una commedia-thriller dai toni lievi e al tempo stesso inquietanti retta con salda mano dal regista Alessandro D’Alatri, con le suggestive scene di Toni Di Pace, i costumi di Alessandra Torella e le musiche di Marco Zurzolo.

    

 

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