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Sicilia, ancora una volta poco competitiva

2023-04-11 09:26

Rosario Faraci

Cronaca, Spettacoli, Focus,

Sicilia, ancora una volta poco competitiva

Secondo l'ultimo rapporto della Commissione Europea, l'Isola non riesce ad uscir fuori dal gruppo dei "dannati", ovvero le aree territoriali meno sviluppate


La Sicilia è una delle regioni europee a più basso grado di competitività. Non riesce ad uscir fuori dal gruppo dei "dannati", ovvero le aree territoriali meno sviluppate e si piazza al 214° posto su 234 regioni prese in esame dall'EU Regional Competitiveness Index 2022 appena pubblicato dalla Commissione Europea. 

Il punteggio aggregato di competitività ottenuto dall'isola è 60,8. Nella precedente rilevazione al 2019 era invece di 63,5 (la Sicilia si piazzava 241 esima  su 268 aree territoriali prese in esame) e in quella del 2016 il punteggio era 57,8 (con un piazzamento al 237° posto su 263 regioni). C'è stata dunque una marcia indietro nell'ultimo triennio.

Quali sono i parametri presi in esame dall'EU Regional Competitiveness Index? 

Sono undici, organizzati in tre macro-voci: indicatori di base, di efficienza e di innovazione. La Sicilia è confrontata con altre quindici regioni europee considerate, per caratteristiche geografiche ed economiche, comparabili all'isola: per l'Italia ci sono Calabria, Campania e Puglia. Qui risalta all'occhio la prima sostanziale differenza: nell'indicatore complessivo di competitività, la Sicilia è otto punti indietro rispetto ai "peers", cioè le regioni confrontate alla pari.

Fra gli indicatori di base, quello sul funzionamento delle istituzioni è 45,8 contro una media dei pari che è 53,8. Gli altri indicatori (stabilità macroeconomica, infrastrutture, salute e educazione primaria) registrano valori più alti dei pari; addirittura, l'indicatore salute vale 113,4 contro una media di 87,5. Il sistema sanità, legato alla solidità delle politiche welfare, in Sicilia come nel resto del Paese è ancora un sicuro punto di riferimento per i cittadini.

Più carente la posizione della Sicilia rispetto agli indicatori di efficienza. L'indicatore "higher education & lifelong learning" che misura il livello di investimento nelle competenze qualificate è quasi trenta punti sotto la media dei pari (48,3 contro 76,4); anche l'indicatore sull'efficienza del mercato del lavoro è indietro rispetto alla media delle regioni confrontabili (35,6 contro 68,2).

Infine, negli indicatori sull'innovazione la Sicilia è indietro rispetto alle regioni alla pari, seppur non così in ritardo come per le altre due macro-voci di indicatori. Nella "technological readiness", ovvero il grado di maturità tecnologica, la Sicilia con un punteggio di 56 è indietro di quattro punti rispetto alle regioni alla pari; nell'indicatore sull'innovazione con un punteggio di 52, la Sicilia sta un punto e mezzo sotto rispetto ai diretti concorrenti (53,3).

Restano però terribilmente indietro i punteggi della Sicilia quando confrontati alla media del Paese e a quella dei 27 Paesi dell'Unione Europea, quest'ultima calcolata su base 100.

Così, ad esempio, l'indicatore di innovazione (di cui una voce importante è il numero di brevetti) in Sicilia vale 52, ma a livello Paese registra un valore quasi del doppio, cioè di 90,9. L'indice sul funzionamento del mercato del lavoro siciliano è 35,6, mentre il corrispondente valore nazionale è più del doppio, esattamente 75,4. Le dimensioni del mercato regionale valgono la metà di quello nazionale (il punteggio è 40,4 contro 97,4). 

Nel livello di investimento in competenze qualificate, la Sicilia registra un punteggio di 48,3 mentre 76,8 è il corrispondente valore nazionale, non lontano da quello delle regioni confrontabili con l'isola.

Sul versante del "technological readiness", il grado di maturità delle tecnologie, la Sicilia con un punteggio di 56 è indietro di oltre dieci punti rispetto alla media nazionale (66,4).