Ultime giornate dell’evento cinematografico per eccellenza: la kermesse veneziana è ormai entrata nel vivo. Dopo un incipit scintillante, con la cerimonia di apertura che ha visto l’assegnazione del Leone d’Oro alla carriera a George Clooney, la Mostra ha lasciato spazio alle proiezioni e a un fitto calendario di eventi collaterali.
Molteplici le tematiche affrontate dai film in concorso: dalle storie più personali e intimiste ai grandi temi dell’attualità, dalla guerra al mondo della stampa. Assenti le serie TV, mentre trovano spazio i long form, tra cui quello diretto da Luca Guadagnino. La tendenza sembra essere sempre più quella del cinema di genere: il pubblico, infatti, non necessariamente assiste all’intera programmazione, ma seleziona i titoli in base ai propri interessi.
Anche gli strumenti di marketing cinematografico stanno evolvendo a una velocità tale da rendere sempre più complessa, per i produttori, la scelta del canale più efficace. Da questo punto di vista, i grandi festival continuano a rappresentare un punto fermo, pur non essendo più l’unico strumento di promozione e visibilità.
Tra i film visti, non si può non citare Flash Impact, il cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria e quindi, naturalmente, fuori concorso, realizzato in occasione del centenario di Marilyn Monroe. A interpretare una Marilyn immaginata nel presente è Ellen Burstyn, anch’essa insignita del Leone d’Oro alla carriera: un’operazione che gioca sul confronto tra il mito e ciò che sarebbe potuto essere oggi.
Con L’estranea, in concorso, Strippoli racconta invece le dinamiche familiari attraverso una narrazione sospesa tra mistero, controllo e ineluttabilità, delineando personaggi dai tratti fortemente definiti. Un petit bon soldat affronta il tema del mobbing e, più in generale, la gestione dei reati e dei compromessi all’interno delle realtà aziendali.
Titoli interessanti emergono anche nella sezione Fuori Concorso, mentre appaiono complessivamente meno appetibili alcune delle proposte delle altre sezioni collaterali.
Come sempre, ampio spazio è stato riservato alle cinematografie di tutto il mondo. Le proposte più intriganti sembrano arrivare ancora una volta dalle cinematografie occidentali, dagli Stati Uniti e dal Sud-Est asiatico. Il cinema dell’Est europeo, almeno nelle selezioni proposte, appare invece più lento e meno incline a sperimentare nuovi linguaggi.
Anche l'immancabile rappresentazione della guerra in Ucraina assume prospettive profondamente differenti. In Camouflage, produzione ucraina, il focus è sul sogno di una nuova vita, sulla sofferenza e sulla dimensione quotidiana. Il francese Jupiter sceglie invece la strada del thriller geopolitico, analizzando le responsabilità del potere attraverso un ritmo asciutto e serrato.
Degno di nota anche Be Brave, il documentario di Francesco Carrozzini, interamente realizzato con l’intelligenza artificiale e dedicato a Renzo Rosso, creatore del marchio Diesel. Carrozzini, figlio di Franca Sozzani, storica direttrice di Vogue Italia, porta così l’AI dentro un racconto che intreccia moda, imprenditoria e memoria.
E proprio l’intelligenza artificiale è stata utilizzata anche per elaborare i pronostici sul Leone d’Oro. Ma c’è un elemento che nessun algoritmo, per quanto sofisticato, potrà mai prevedere: la sorpresa.
Quindi… stay tuned.


