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A Randazzo manifestazione contro la mafia

2024-04-25 11:36

Giuseppe Portale

Cronaca, Politica, Attualità, Focus,

A Randazzo manifestazione contro la mafia

Randazzo dopo un incubo durato cinque anni chiede a gran voce la sua voglia di legalità. Domenico Palermo: "Questa è una città ferita colpita al cuore".

 

 

Come destarsi da un lungo sonno, Randazzo piano piano si sta risvegliando e cerca di scacciare l'incubo che l'ha tormentata per ben cinque anni e mezzo. E lo fa con un'assemblea cittadina tenutasi nella centralissima Piazza Municipio dove sono confluiti, soprattutto, tanti giovani per gridare "No alla mafia e a tutte le sue sporche infiltrazioni". Stando al Decreto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dello scorso 26 gennaio, infatti, e sulla scorta di quanto deliberato il giorno prima dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'interno Matteo Piantedosi, la città di Randazzo, negli ultimi cinque anni e mezzo (salvo una breve parentesi commissariale dal febbraio al giugno 2022) sarebbe stata disamministrata da un sistema politico mafioso di infimo ordine.

"Randazzo – ci dice Domenico Palermo, presidente dell'associazione Civitas, organizzatrice della manifestazione – Randazzo è oggi una città ferita, colpita mortalmente al cuore della sua istituzione più rappresentativa: il Comune o, come si diceva una volta, la Comune, per indicare la casa di tutti. È un fatto innegabile, oggettivo. Chi, ostinatamente, continua a far finta di niente, assomiglia a colui che non ha la forza di reagire al dolore che provocano i grandi lutti. Ma tutti sanno che fino a quando permane la negazione della perdita non si sarà capaci di reinvestire le proprie energie su nuovi obiettivi".

- Di chi la colpa?

"Non sta a noi accusare chicchessia. Nello stato di diritto in cui viviamo, e in cui crediamo, spetta alla magistratura stabilire chi è colpevole e chi innocente. Sul piano politico, però, non v’è dubbio che la responsabilità dello scioglimento per mafia del Comune va ai partiti che hanno amministrato l'Ente negli ultimi cinque anni. Ci aspettiamo, perciò, una seria riflessione da parte dei vertici di quei partiti responsabili del disastro (Mpa e Pd; n.d.r), sperando che prima o poi sentano il dovere di rompere questo loro assordante silenzio. Quello che più interessa noi, però, – e crediamo di interpretare il pensiero della maggioranza della popolazione – è il piano sociale di questa vicenda drammatica e traumatica al tempo stesso, sul quale tutti, ma proprio tutti, siamo chiamati ad interrogarci. Una cittadina, la nostra, che, stando a quanto si legge nella relazione prefettizia e poi nel decreto del Presidente della Repubblica pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 gennaio, è stato ed è ancora gravemente esposto alla violenza e alle intimidazioni mafiose noché alle estorsioni ed al pizzo nei confronti di chi fa impresa e poi ancora al traffico di armi e allo spaccio di droga  nonostante l'impegno da parte delle Forze dell'Ordine!".

- Sì, ma ora le cose stanno per fortuna cambiando.

"Certo! Ed è per questo che siamo grati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio on.le Giorgia Meloni, al Ministro dell'interno Matteo Piantedosi, al Prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, alla Commissione d’indagine e ai Carabinieri di Randazzo, per avere messo fine all’abuso privatistico della cosa pubblica. Questo nostro paese, che recentemente si è rivelato essere inquinato da forze e interessi mafiosi, va assolutamente liberato dalla mafia e dai suoi sporchi interessi. E devono iniziare a farlo proprio i Commissari indicandoci, loro che conoscono gli atti, la strada da percorrere, dando un segnale chiaro di rinnovamento negli uomini e nelle donne che dovranno rigovernre il nostro Comune e la nostra cittadina".

- In concreto, cosa chiedete?

"Per prima cosa che vengano revocati tutti gli atti amministrativi che hanno compresso la partecipazione popolare, e poi, dal momento in cui il paese ha visto azzerati tutti i suoi organi di rappresentanza politica, che si proceda almeno alla costituzione delle Consulte previste dallo Statuto del Comune e, in secondo luogo, la valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale, a partire dall’ex Collegio San Basilio che, è bene ricordarlo, è di proprietà del Comune, ed anche questo, sotto molteplci aspetti, per il pressoché abbandono dei Salesiani, è finito in mano alla mafia. Abbandono che riguarda anche l’ex collegio di delle suore di Santa Caterina, come pure l’ex Cinema Moderno: esempi scandalosi di abbandono all’incuria, ed a privati che hanno fatto scempio di beni pubblici così preziosi".

- Ed ora, a vostro avviso, cosa bisognerebbe fare?

"Randazzo è una città ferita, ma solo curando in profondità queste ferite essa può risollevarsi: non servono pannicelli caldi, né cure palliative. È necessario che tutti noi, insieme, rifondiamo la nostra comunità, diventandone parte attiva, senza deleghe in bianco a nessuno, com'è purtroppo stato fatto nel recentissimo passato. Ottanta anni fa la nostra cittadina venne rasa al suolo dai bombardamenti anglo americani, con la distruzione dell’80% dell’abitato e del suo antico patrimonio artistico prettamente medievale. Tuttavia, i nostri concittadini di allora trovarono la forza di ricominciare. Anche oggi, di fronte al crollo della nostra casa comune, se tutti insieme ritroviamo le ragioni dell’unità e dei legami verso il nostro paese, avremo la forza e le risorse per salvare Randazzo da chi vorrebbe asservirla, per interessi di parte, alla mafia che come un cancro sta cercando d'infiltrarsi anche nelle  istituzioni politico-amministrative locali e non solo locali". Cose, queste, che ci sono state sottolineate anche da Angelo Villari, presidente dell'Associazione politico-culturale "Comunità in Progesso", con sede a Catania, anche lui presente alla manifestazione organizzata dalla "Civitas", in segno di solidarietà alla città ed alla comunità tutta di Randazzo.

Assenti, invece, per non dire del tutto latitanti, i partiti che hanno causato il recente   sfascio dell'amministrazione pubblica e della città tutta di Randazzo: il Movimento per le Autonomie a cui fa capo l'ormai ex sindaco Francesco Sgroi, ed il Partito Democratico, in Sicilia rappresentato dal suo segretario regionale Anthony Barbagallo, a cui fa riferimento il locale segretario del Pd, nonchè vicesindaco, Gianluca Anzalone.