Si avvicina sempre più il tempo delle festività pasquali e il Teatro Massimo Bellini, come è ormai consuetudine, ha pensato bene di produrre un concerto sacro da affidare ad un compositore siciliano; in questo caso ne è nata una composizione che, se pur pensata in origine per la celebrazione dei defunti, ben si addice anche al periodo quaresimale e penitenziale che precede la Pasqua. Eseguito nella Basilica Santuario Parrocchia SS. Annunziata al Carmine è frutto di una collaborazione con l’Università di Catania e con la Camerata Polifonica Siciliana il cui direttore artistico Giovanni Ferrauto, eminente compositore e direttore d’orchestra, docente del Conservatorio di Catania, è stato protagonista, componendo e dirigendo (in prima esecuzione assoluta) un imponente e profondissimo Oratorio per doppio coro, orchestra e voce recitante dal titolo “Settenario” per le anime del purgatorio.
La composizione di Ferrauto mette insieme due aspetti fondamentali, quello del Purgatorio come luogo intermedio tra Inferno e Paradiso nel quale sono raccolte le anime dei defunti, avvolti in un sacro fuoco, in speranzosa attesa di ascendere in Paradiso dopo avere espiato le proprie colpe, e l’intervento dei viventi i quali, con le loro preghiere, possono intercedere accelerando il processo di ascesa delle anime purganti. Fondamentale, in tal senso la figura di San Nicola Da Tolentino, vissuto tra il 1245 e il 1305, a cui si attribuisce l’idea del Settenario, ciclo di sette messe in favore delle anime purganti nella settimana antecedente il giorno della commemorazione dei defunti.
Lo stesso compositore ha provveduto a scrivere ed affidare ad una voce recitante – nella presente occasione Mario Incudine – un testo didascalico/esemplificativo che illustra l’operato del Santo mentre, le terzine salienti del Purgatorio dantesco accompagnano le pagine che segnano l’ascesa delle anime verso il Paradiso. Per successive ed auspicabili riprese dell’Oratorio sarà comunque opportuno migliorare la qualità dell’amplificazione che, purtroppo, rendeva poco intellegibile il testo recitato.
La musica, complessa, potente e raffinata è una vera e propria antologia di ispirazione sacra che attraversa l’intero ciclo storico dei generi musicali, dal canto gregoriano alla clausola, dal grande afflato corale e sinfonico fino all’apoteosi finale dello straordinario Mottetto a dieci voci “In Paradisum”. Attraverso l’itinerario che accompagna l’intera composizione sentiamo aleggiare il respiro di Stravinskij, di Mussorgskij, di Verdi, ma tutto filtrato dalla personale sensibilità di Ferrauto in uno stile unitario che denota l’estrema dimestichezza del musicista con tutti i linguaggi musicali e le relazioni armonico/compositive, nonché un indubbio estro nell’orchestrazione e nel trattamento della vocalità corale.
Fondamentale l’apporto dell’Orchestra del Teatro Massimo Bellini, guidata dallo stesso Ferrauto, e di grandissima efficacia sia il Coro del Bellini (Istruito con evidente dedizione da Luigi Petrozziello) sia quello della Camerata Polifonica Siciliana che agiva sostanzialmente come Coro d’eco.
Il valore della spiritualità è stato, alla fine, sottolineato dall’Arcivescovo Monsignor Renna, presente alla serata, mentre il pubblico stracolmo che riempiva la Basilica ha applaudito con gran trasporto.