E luce (elettrica) fu! E il merito fu tutto suo, di Pippo Baudo. No, non si sfiora la blasfemia, ma abbiamo a che fare con una storia del tutto vera. Dall’inizio alle fine, Protagonisti, lui ovviamente Pippo Baudo, Ginostra (piccola frazione dell’isola di Stromboli raggiungibile solo via mare), Gianluca Giuffrè, aveva allora 23 anni ma già si batteva come fa ancora oggi, per il bene del piccolo e fantastico borgo e, naturalmente Sanremo. Quello del 2002 era la cinquantaduesima edizione del Festival e si svolgeva, al Teatro Ariston, dal 5 al 9 marzo. Pippo Baudo tornava alla conduzione dopo sei anni di silenzio ma era stato anche promosso direttore artistico. Baudo aveva come “vallette”, ma meglio dire coconduttrici (anche se allora non si usava) Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere. Per la cronaca possiamo ricordare che quell’edizione del Festival fu vinta, per la sezione campioni dai Matia Bazar con “Messaggio d’amore” mentre per la sezione giovani vinse l’allora sconosciuta Anna Tatangelo con “Doppiamente fragili”. Ma quell’anno, il giorno dell’inizio del Festival arriva alla redazione Rai un telegramma da Ginostra dove si chiedeva di registrare tutte le serate in modo che anche a Ginostra, quando sarebbe arrivata la corrente elettrica, avrebbero potuto vedere il Festival. Il telegramma, un po’ provocazione un po’ elegante protesta, era firmato Gianluca Giuffrè. E oggi, 23 anni dopo, lo abbiamo rintracciato (lo avevamo già sentito a gennaio scorso quando per primi dal nostro giornale lanciammo l’allarme dell’invasione delle capre selvatiche a Ginostra) e ricorda tutto come se fosse ieri. “Sì mandai il telegramma alla Rai, ma non mi aspettavo alcuna risposta. Invece mi chiamarono credo per verificare l’autenticità del telegramma e mi dissero che si sarebbero fatti sentire presto, ma pensai che tutto finiva lì”. E invece arrivò una seconda telefonata. “Sì dopo un quarto d’ora mi chiamò lui, Pippo Baudo che mi disse che quella sera stessa alle 22 in punto sarei andato in diretta telefonica da Sanremo”. E così fu? “Si alle 22 ero al telefono con Pippo Baudo che era sul palco dell’Ariston e gli dissi che a Ginostra non potevamo vedere Sanremo perchè unico borgo in Italia, forse in Europa, non c’era ancora l’energia elettrica e che andavamo. avanti con delle batterie dalla potenza limitata”. E che successe allora. “Succese che il sindaco di Sanremo, adesso non ricordo il nome, che era seduto in prima fila andò sul palco con Baudo dicendo che il comune di Sanremo avrebbe inviato a Ginostra un grosso gruppo elettrogeno e il problema sarebbe stato risolto”. Grazie Pippo Baudo quindi. “Sì, ma la storia non è finita. Il presidente della Regione Siciliana, era Totò Cuffaro, ci fece sapere che non c’era bisogno dell’Intervento del Comune di Sanremo (Giuffrè usa la parola elemosina ma preferiamo credere non sia vero n.d.r) e che ci avrebbe pensato la Regione a portare l’elettricità a Ginostra”. “Pippo Baudo di fronte a questo messaggio colse la palla al balzo e disse in diretta dall’Ariston che adesso l’impegno era ufficialmente preso e a Ginostra sarebbe arrivata l’energia elettrica”. E infatti nel 2004, proprio nel giorno in cui cominciava una nuova edizione di Sanremo cominciarono i lavori e un anno dopo proprio alla vigilia di Sanremo a Ginostra non solo si accese la prima lampadina ma anche i televisori. Perché Sanremo è Sanremo. E Pippo Baudo è Pippo Baudo.


